La Legge di Bilancio per l’anno 2020 ha previsto sia la proroga che l’introduzione, ex novo, di incentivi e detrazioni fiscali che riguardano le opere e le lavorazioni destinate ai beni immobili.

Tra i bonus confermati e prorogati per l’anno 2020, quindi già presenti nella manovra 2019, si annoverano:

  •  il beneficio ristrutturazioni;
  •  l’ecobonus destinato alla riqualificazione energetica;
  •  il sismabonus destinato alla riduzione del rischio sismico;
  •  il bonus mobili per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici;
  •  il beneficio “verde” per sistemare giardini e terrazzi;
  • il bonus per l’acquisto della caldaia o della stufa a pellet.

La Legge di Bilancio 2020 ha tuttavia previsto alcune novità:

  • il bonus facciate;
  • il bonus rubinetti;
  • lo sconto in fattura, che verrà applicato solo per i lavori condominiali che oltrepassano i 200.000,00 euro.

Sommario

  1. Bonus ristrutturazioni
  2. Sismabonus
  3. Ecobonus
  4. Bonus facciate
  5. Bonus verde
  6. Bonus mobili
  7. Incentivi per caldaie e stufe a pellet
  8. Sconto in fattura

1. Bonus ristrutturazioni 

Il bonus ristrutturazioni, incentivo prorogato dalla Legge di Bilancio 2020, consiste nell’opportunità di usufruire della detrazione IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche) pari al 50% delle spese sostenute, fino ad un importo massimo pari ad euro 96.000 per ogni singola unità immobiliare. L’agevolazione concerne gli interventi finalizzati a ristrutturare le abitazioni e le parti comuni di edifici residenziali (condomini) ubicati nel territorio dello Stato italiano. Nella quantificazione della spesa sostenuta, sulla quale calcolare il bonus, fanno fede i bonifici bancari effettuati dal soggetto richiedente l’agevolazione.

2. Sismabonus 

Già esistente e confermato dalla Legge di Bilancio per l’anno 2020, il sisma bonus consente di ottimizzare la classe sismica di fabbricati, attraverso la realizzazione di opere destinate alla riduzione del rischio sismico, in edifici singoli o condomini. L’importo di spesa massimo è pari a 96.000,00 euro per ogni singola unità immobiliare. La detrazione opera nel caso di interventi relativi all’adozione di misure antisismiche e vale anche per gli acquirenti delle unità immobiliari alienate da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare che abbiano realizzato, mediante interventi di demolizione e ricostruzione di interi edifici, una riduzione del rischio sismico. La detrazione si attesta dal 50% e fino all’85% ed è strutturata in modo da incentivare in particolar modo quelle opere che comportano, in aggiunta, un risparmio energetico. Tra le spese detraibili rientrano anche i costi per la classificazione e la verifica sismica degli immobili. Lo sconto applicato viene ripartito in 5 quote annuali di pari importo.

3. Ecobonus

L’ecobonus è la detrazione di cui può beneficiare il contribuente che effettua lavori finalizzati al risparmio energetico su edifici già esistenti. Il bonus viene erogato nella forma della riduzione delle imposte dovute, in dieci rate annuali di uguale importo. In relazione alla tipologia di lavoro effettuato, le detrazioni si estendono dal 50% al 70%, e fino a raggiungere l’85% per i lavori in condominio. Tra gli interventi per cui risulta possibile richiedere l’ecobonus si annoverano:

  • i lavori di riqualificazione energetica, ad esempio l’installazione di pannelli solari, di pareti isolanti, coperture e pavimenti, infissi, schermature solari;
  • i lavori di riqualificazione su beni strumentali.

4. Bonus facciate

Il bonus facciate rappresenta una delle novità di maggiore rilevanza nel contesto della Legge di Bilancio 2020 e si identifica nella detrazione del 90% delle spese sostenute per il recupero delle facciate esterne degli edifici esistenti ubicati in:

  • zona A (centri storici): concerne le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico ovvero di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti, le quali possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati medesimi;
  • zona B (totalmente o parzialmente edificata): include le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone “A”. Vengono considerate parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non risulti inferiore al 12,5 per cento (un ottavo) della superficie fondiaria della zona, e nelle quali la densità territoriale sia maggiore di 1,5 mc/mq.

Tra le lavorazioni comprese nel bonus facciate vanno annoverate quelle che fanno parte della manutenzione ordinaria, quali:

  • interventi sulle strutture opache della facciata;
  • lavori su balconi, ornamenti, marmi e fregi;
  • pulitura;
  • tinteggiatura esterna.

Per le ipotesi di lavori che interessano l’edificio anche dal punto di vista termico, la Legge in esame ha limitato la portata del beneficio: infatti, qualora si decida di rinnovare l’intonaco di almeno il 10% della superficie della facciata, sarà necessario rispettare dei requisiti di efficienza energetica e di trasmittanza, con la conseguenza che a questo punto, il contribuente dovrà optare per il cappotto termico, il quale rientra tra le lavorazioni dell’ecobonus. I due bonus, in ogni caso, risultano cumulabili. La detrazione, per la quale non sono previsti limiti di spesa o di reddito, viene ripartita in dieci quote annuali costanti, di pari importo e che decorrono dall’anno di sostenimento delle spese per proseguire in quelli successivi.
Il comma 223 della Legge di Bilancio 2020 ha statuito che si applicano anche le disposizioni del regolamento di cui al Decreto del Ministro delle Finanze n. 41 del 1998 e, per l’effetto:

  • al fine di beneficiare della detrazione d’imposta i beneficiari devono indicare i dati catastali identificativi dell’immobile nella dichiarazione dei redditi e, qualora i lavori siano effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli ulteriori dati richiesti ai fini del controllo della detrazione;
  • è necessario conservare ed esibire a richiesta degli uffici la relativa documentazione;
  • il pagamento delle spese detraibili deve essere disposto attraverso il bonifico bancario, dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico viene effettuato.

5. Bonus verde

Per il 2020 è stato confermato anche il bonus “verde”. L’incentivo è riservato a chi avvia lavori a:

  • balconi
  • giardini
  • terrazzi

Chi intraprende la ristrutturazione avrà diritto ad una detrazione fiscale pari al 36% per un limite massimo di spesa di 5.000,00 euro (in pratica, si potranno recuperare in dichiarazione 1.800,00 euro). Il medesimo limite è fissato anche per le ristrutturazioni che riguardano giardini o terrazzi facenti parte di un condominio. L’agevolazione è riconosciuta in 10 anni, a quote fisse, a decorrere dal momento in cui sono iniziate le spese per i lavori. Il Bonus Verde fa riferimento all’immobile e non al proprietario, con la conseguenza che ogni persona fisica, eventualmente, può sommare le spese sostenute per plurimi immobili, ottenendo per ciascuno l’agevolazione fiscale. Le spese devono essere tracciabili, pertanto i pagamenti devono avvenire tramite:

  • bonifico
  • assegno
  • carta di credito
  • bancomat

Più specificatamente, i lavori per i quali si può richiedere il Bonus concernono:

  • sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni;
  • impianti di irrigazione e realizzazione di pozzi;
  • riqualificazione di prati;
  • grandi potature;
  • fornitura di piante ed arbusti, solamente se inserite in un più ampio lavoro di trasformazione e di miglioria del giardino;
  • realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

Tra le spese detraibili rientrano pure quelle di progettazione, a condizione che, in seguito i lavori siano effettivamente effettuati. Resta fuori dal bonus l’acquisto di attrezzature per la cura e manutenzione del giardino (quali taglia erba, pale, vanghe, forbici, ecc.). Per poter richiedere il Bonus Verde 2020, è necessario conservare i documenti relativi ai lavori effettuati, nello specifico:

  • le fatture rilasciate dalla ditta che effettua i lavori (per eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate);
  • le documentazioni relative ai pagamenti tracciabili effettuati, che vanno allegate alla dichiarazione dei redditi.

6. Bonus mobili

Il bonus mobili ed elettrodomestici, anch’esso incentivo prorogato dalla Legge di Bilancio 2020, consente al soggetto contribuente di detrarre il 50% delle spese sostenute, fino ad un massimo di 10.000,00 euro, purché vengano rispettate determinate condizioni:

  • si effettuino lavori qualificabili come ristrutturazione;
  • si acquistino mobili nuovi da destinare ad arredamento dell’immobile ristrutturato;
  • si acquistino elettrodomestici appartenenti alla classe A e A+, sempre da destinare all’immobile per cui si è chiesto il bonus ristrutturazione.

Per l’incentivo (grandi) elettrodomestici deve essere effettuata una specifica trasmissione dei dati all’ENEA.

7. Incentivi per caldaie e stufe a pellet

Il bonus caldaia 2020 rappresenta un incentivo di cui può beneficiare il contribuente che provvede, nella propria abitazione, a sostituire la vecchia caldaia con una nuova a condensazione di classe energetica A o superiore.

È possibile scegliere tra due tipi di agevolazione:

  • chi deve ristrutturare casa, e rientra nel bonus ristrutturazioni;
  • chi vuole ottenere un risparmio energetico, pertanto rientra nell’ecobonus.

Le due detrazioni non risultano cumulabili, o una o l’altra. La medesima distinzione va operata pure per il bonus stufa a pellet, optando tra:

  • detrazione del 50% qualora rientri nel bonus ristrutturazioni;
  • detrazione del 65% qualora rientri nell’ecobonus.

Per ambedue i “bonus riscaldamento” (bonus caldaia e bonus stufa a pellet) deve essere effettuata la comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dall’intervento. Il rimborso IRPEF viene erogato in 10 rate annuali di pari importo.

8. Sconto in fattura

La legge di Bilancio 2020 ha messo la parola fine alla possibilità di ottenere dal fornitore lo sconto direttamente in fattura delle detrazioni per i lavori di ristrutturazione, per l’ecobonus e per gli interventi antisismici, lasciando solo la possibilità di optare in alcuni casi per la cessione del credito.

La possibilità di cedere la detrazione per interventi di riqualificazione edilizia non è una novità, era stata introdotta negli anni scorsi con scarso successo e pian piano allargata ad altri tipi di interventi di ristrutturazione della casa, fino ad arrivare a creare una vera e propria giungla con il decreto Crescita dello scorso giugno. Infatti, per sei mesi, cioè fino a fine 2019 si dava la possibilità di ottenere lo sconto in fattura anche per interventi di ristrutturazione che comportano un risparmio energetico come l’installazione di climatizzatori a pompa di calore che viene agevolato con una detrazione del 50% se non si procede alla sostituzione dell’impianto di riscaldamento.

Purtroppo, questa misura aveva creato e crea ancora non pochi problemi ai consumatori perché proprio in tema climatizzatori i colossi dell’energia hanno dettato legge a discapito delle piccole e medie imprese, riducendo la concorrenza e la qualità dei prodotti imponendo il loro catalogo prodotti a discapito del consumatore finale, che non sempre ha potuto scegliere in base alla qualità.

Per questo motivo dal 2020 non è più possibile seguire questa strada, rimane la possibilità di ottenere lo sconto in fattura solo per i lavori condominiali che complessivamente hanno un valore superiore ai 200.000 euro e che interessano più del 50% della superficie disperdente esterna dell’edificio ed eventuale rifacimento dell’impianto termico invernale e/o estivo.

 

Per maggiori approfondimenti visitare il sito dell’ Agenzia delle Entrate.